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Candidatura Unesco del Collio: pronti per entrare in tentative list

Unesco Brda-Collio: Gibelli, pronti per entrare in tentative list

Unesco Brda-Collio: Gibelli, pronti per entrare in tentative list

“Il Brda-Collio ha tutti gli elementi per ottenere il riconoscimento di patrimonio dell’umanità. Citando Draghi, anche io sento il dovere di dichiarare “whatever it takes”, la Regione ed io personalmente faremo qualunque cosa sia necessaria”.

È quanto ha affermato l’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, a chiusura della seduta dell’ufficio di presidenza della V commissione consiliare che si è riunito il 15 luglio 2021 a Capriva per le audizioni in merito alla candidatura Unesco del Brda-Collio.

“Il lavoro scientifico ha avuto delle difficoltà tecniche inziali, ma ora ha preso la rotta giusta, dimostrando che questo territorio merita il riconoscimento. Adesso abbiamo un dossier di candidatura di assoluto livello. Il Friuli Venezia Giulia è pronto, insieme al partner sloveno, a proseguire verso la candidatura alla tentative list.
Ora è il momento della diplomazia ed entro il mese di ottobre avremo chiarezza sulla situazione.
Ci auguriamo che il percorso possa essere completato così com’è iniziato con la partnership Slovenia Friuli Venezia Giulia, ma, qualora vi fossero problemi, noi proseguiremo comunque verso la tentative list”.

Presieduta da Diego Bernardis, la seduta della Commissione è stata l’occasione per illustrare lo stato della ricerca svolta dal Comitato tecnico ristretto composto da Francesco Marangon, Lucia Pillon, Stefano Cosma e Federico Pizzin.
In questa fase il lavoro è finalizzato all’ingresso nella tentative list del Centro del patrimonio mondiale Unesco, nella sezione dei beni culturali transfrontalieri.

La tentative list italiana contiene attualmente 43 candidature (alcune di vecchia data altre recenti), ma questa, ulteriore, è una delle poche transfrontaliere.

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La denominazione della candidatura si compone delle tre diciture in sloveno, italiano e friulano Brda/Collio/Cuei che identificano il territorio collinare a cavallo tra Italia e Slovenia.

I criteri, tra quelli definiti dall’Unesco, a cui la candidatura afferisce, sono relativi alla straordinarietà di un insieme tecnologico e di un paesaggio che illustri uno o più importanti fasi nella storia umana e l’eccezionalità di interazione tra l’uomo e l’ambiente.

Il lavoro si sta concentrando su elementi quali lubicazione geografica e il clima specifico, le particolarità geologiche, le caratteristiche ed eccezionalità tecnologiche, la lavorazione agricola e la resilienza.

In questo approccio scientifico assume valenza particolare il terrazzamento del Collio che qui ha la tipica denominazione di ronco.

Questo paesaggio rurale trova denominazioni specifiche in tre catasti settecenteschi, quello teresiano, quello dell’Ufficio tavolare e il catasto giuseppino.

Ma l’opera più sistematica ed uniforme va ricondotta al catasto dei secoli XIX e XX avviato da Napoleone nel 1807 e proseguito con l’operato dell’imperatore Francesco I d’Austria, le cui mappe sono custodite all’archivio di Stato di Gorizia.

fonte: Regione FVG