
Una sala gremita ha accolto “la prima” del
Progetto Easy Foot, il progetto arrivato primo in Italia nell’ambito di Azione Province Giovani. Si è svolto questa mattina, lundì 14 febbraio 2011, nella sala consiliare della Provincia di Pordenone il
convegno “In-sicurezza stradale. Orientare i giovani alla guida”.
L’evento, che ha sancito l'avvio ufficiale del
progetto “Easy Foot - lascia che sia il tempo a correre”, è stato seguito da un folto pubblico, dimostrando come “sostenibilità e condivisione hanno portato a essere il progetto con il maggiore punteggio tra tutti quelli presentati sul territorio nazionale nell’ambito di azione province giovani 2010”, ha evidenziato Mario Battello direttore di Tecla.
Molti gli addetti ai lavori presenti in sala fra cui forze dell'ordine, Polfer, amministratori, professionisti della formazione, rappresentanti delle aziende sanitarie locali, autoscuole, Federazione Motociclistica Italiana, Coni ma anche giovani studenti dell’Istituto Flora e dell’Istituto Isis Zanussi di Pordenone, e dell'Istituto d’arte di Cordenons.
Autorevoli gli interventi che si sono succeduti a partire da Alessandro Ciriani, Presidente della Provincia di Pordenone, ente capofila del progetto, e Fabio Marchetti, vicepresidente della Provincia di Udine, che hanno sottolineato l’importanza della diffusione di una cultura della sicurezza stradale per poter vincere la battaglia a difesa della vita. Un approccio sinergico che vede in prima linea anche l’Automobil Club di Udine e le aziende di trasporto pubblico locale Saf e Atap, partner sensibili del progetto “Easy Foot”.
I dati i protagonisti della prima parte del convegno dedicata alla raccolta, alla lettura e alla comprensione dei numeri dell’incidentalità e introdotta da Pietro Marturano, dirigente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il quale ha ricordato come sulle strade italiane, sebbene la mortalità sia stata ridotta circa del 40 per cento circa, si verificano ancora 4300 decessi anno e 200mila incidenti all’anno.
Al centro del dibattito la mancanza di una struttura informatizzata che permetta di raccogliere i dati e di aggiornare in tempo reale le statistiche (che vengono invece presentate con circa un anno di ritardo), come ha sottolineato Massimo Sacchetto, comandate della Polizia Stradale di Pordenone.
Ha chiuso la prima parte del convegno l’atteso intervento di Sergio Garbarino, professore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Genova, esperto europeo in materia di sonnolenza e degli effetti che questa può causare alla guida.
“Nell’analisi dell’incidentalità emerge che il fattore umano è determinante: se non capiamo questo siamo fuori strada – ha esordito Garbarino –. Sonnolenza e fatica sono le principali cause di morte alla guida, ma allo stesso tempo non sono misurabili oggettivamente. Come prevenire? Sono diverse le cause della stanchezza, ma spesso manca la consapevolezza. Abbiamo ritmi di vita troppo elevati, spesso inoltre trascuriamo “malattie” come il russare o l’apnea nel sonno, disturbi che possono avere ripercussioni tragiche se non gestite in modo intelligente. Ciò che molti ignorano – ha proseguito l’esperto europeo – è il nostro orologio biologico: i dati scientifici sono matematizzabili e è dimostrato che l’incidentalità è più elevata nel momento in cui c’è il maggior picco di sonnolenza: nelle prime ore del pomeriggio e durante la notte”.
Garbarino ha quindi posto l’accento sulle problematiche correlate all’uso di farmaci, droghe, alcol, tutti fattori che alterano lo stato dell’organismo.
La seconda parte del convegno è stata dedicata alle buone prassi europee e all’illustrazione delle attività che saranno poste in essere nell’ambito del progetto: il Katedromos, spettacolo educativo ideato da Leonardo Indiveri, e il progetto scooter, di cui hanno parlato il presidente della FMI Mario Volpe e il Rappresentante Regionale Zamò.
Buone prassi sono state presentate anche dall’Aci: Maddalena Valli, direttore dell’Acu, ha portato l’esperienza dei test audiometrici, mentre l’ing. Riccardo Colicchia, dirigente di Aci consult, ha concluso gli interventi con i nuovi sistemi di rilevazione dei dati.
“Easy Foot”, progetto presentato nell’ambito del programma Azione Province Giovani, e arrivato primo in Italia si appresta quindi a partire con numerose iniziative formative e informative dedicate ai giovani delle province di Pordenone e Udine.
Fonte: Easy Foot