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Nel ridiscendere verso Piazza XXIV Maggio si rileva in modo più chiaro la struttura della centa, costituita da una doppia serie di case che racchiudevano l’altura con chiesa e campanile che fungeva anche da torre di avvistamento. La centa di Cormons risale al X secolo. Inizialmente gli edifici erano solo cantine e magazzini per la conservazione dei viveri, su cui nei secoli XIV-XV vennero costruite le abitazioni; sugli orti circondati da un fossato sorsero piccole case che nei secoli successivi sembrarono stringersi l’una all’altra sempre più strette. Quindi la scenografia mutò nel Seicento-Settecento quando la località si arricchì di palazzi gentilizi quali il palazzo Blumfeld-Taccò abbellito da tele dei Lichtenreiter e il palazzo Del Mestri-Waiz che con la sua imponente facciata sovrasta la stretta via Matteotti. La Casa dell’antica pieve è sede del Museo del Duomo in cui sono esposti documenti che attestano la storia millenaria di Cormons, le tele del Pavona e oggetti testimonianti la religiosità popolare.
Non lontano sorge Casa Neuhaus esistente già alla fine del XIV secolo, esempio raro di architettura, quando le case venivano costruite in legno.
Concludiamo l’itinerario nell’Enoteca, tempio dei vini del Collio.
Strenui difensori delle loro braide in cui coltivavano viti, i contadini si ribellarono più volte protestando contro l’imposizione di dazi. Nel 1624 inviarono ai delegati di Vienna un Esposto contro il dazio sul vino che era stato introdotto dopo le guerre veneziane.
“Benchè noi siamo quelli che con le nostre fatiche, e coi nostri sudori coltiviamo i vignali, noi restiamo tuttavia in tempo delle vendemmie senza vino in casa nostra. Quel poco che dalla grandine e da altre disgrazie, a cui le campagne sono esposte, ci rimane, spesse volte non basta onde soddisfare agli affitti ed agli altri debiti nel corso dell’anno incontrati co’ nostri padroni…”
La Camera comprendendo la supplica rinunciò al dazio sul vino “alla spina”, cioè su quello che veniva venduto nelle osterie.
Un bicchier di vino , uno spontaneo alzar di calice: primo saluto al forestiero, tacito invito alla sua disponibilità ad inserirsi nella comunità, a far parte di una grande famiglia.
Marina Bressan
Centro Ricerche Turismo e Cultura –Gorizia –
L’itinerario è stato tratto dalla guida
NELLA TERRA DEI SANTI DEL VINO.
Itinerari nella Provincia di Gorizia alla scoperta di emozioni, curiosità e profumi
Edizioni della Laguna
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