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Appena fuori Capriva in posizione dominante sorge un bianco castelletto in “Rundbogenstil” : era la dimora di due giovani sposi, la contessa goriziana Elvine Ritter de Zahony e il conte svizzero Teodoro de La Tour en Voivre. La loro diversa vocazione segnò il destino del luogo: da valente agronomo il conte trasformò i pascoli in fiorenti vigneti, importando dalla Francia nuove varietà; la contessa, di profonda religiosità luterana – testimoniata anche dalla chiesa evangelica costruita all’interno della struttura - accolse bambini orfani ed abbandonati in un istituto adiacente al castello, che lei stessa diresse fino all’occupazione da parte delle truppe italiane.
Ridiscendiamo verso Spessa e costeggiando il parco, parte del campo da golf, il locale “Tavernetta”, presso cui è venuta alla luce una fornace romana dei secoli II-III secolo d.C., proseguiamo alla volta di Cormons.
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Sulle alture che degradano dolcemente verso la cittadina i filari di viti sembrano obbedire a sempre più rigorosi criteri simmetrici. A Pradis non ci sono ville gentilizie ma case coloniche di color mattone. La zona è da sempre patria del vino. Già nel Cinquecento la vite veniva coltivata in forma specializzata o maritata agli alberi; l’affitto dei terreni era pagato con la metà del vino prodotto o delle olive.
L’aria è pregna di profumo, lungo la strada “frasche” in bella vista invitano ad una degustazione allegra di vini di qualità e genuini. Sulla sommità della collina sorge un capitello dedicato alla Madonna dei Vigneti, espressione di profonda pietas popolare.
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