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Le colline sono costellate da case rurali dalla tipica tinta rosso mattone; si evidenza la residenza estiva dell’arcivescovo di Gorizia, costruita quale risarcimento per la rinuncia ad una parte del castello di Spessa ereditata nel 1872 alla morte del conte Clemente Thurn, attorniata da terreni e vigneti che costituirono la Mensa Arcivescovile. Attualmente solo il nome della via ricorda la sua antica destinazione, essendosi trasformata in una azienda vitivinicola d’avanguardia; sulle alture altre belle ville signorili, vigneti e prati, un tempo anche boschi come il “Bosco dei Cervi”, allevamento del conte de La Tour, ridotto successivamente a “Vigna dei Cervi”.
Dal verde si vede spuntare il campanile di Capriva dalla tipica cupola a cipolla.
La parrocchiale dedicata al SS. Nome di Maria, ampliata nell’ultimo ventennio del XIX secolo con lo sfondamento della centa, di cui rimane ancora qualche tratto, custodisce il fonte battesimale del 1569 e altari marmorei sei-settecenteschi.
Nei pressi una chiesetta seicentesca dedicata alla SS. Trinità ( vulgo San Giuseppe) conserva un Ecce Homo di E. Furlan e l’altare maggior con pala marmorea.
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