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Ma lasciamo da parte le angherie del conte Luigi e godiamoci il paesaggio che si apre dinanzi a noi.
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La grande casa conosciuta dal Casanova non esiste più, un lungo viale alberato segna l’accesso al castello costruito nel 1881 su progetto dell’architetto triestino Ruggero Berlam.
Una cappella dedicata a San Michele custodisce gelosamente preziosità da alcuni secoli. Un magnifico parco con alberi imponenti, con statue di divinità greche e romane domina i prati e i laghetti sottostanti che fanno parte del campo da golf.
Fu il ricco commerciante triestino Rodolfo Voekl a comperare dall’ultimo “Torriano” di Spessa e da Emilio Formentini il castello e a ristrutturarlo. Dell’antico edificio, appartenuto originariamente ai Rassauer e ai Torriani, era rimasta qualche botte nelle antiche cantine. Al barone triestino Demetrio Economo il merito di aver circondato la dimora con un parco stupendo.
Durante la guerra il castello venne occupato dall’esercito italiano con Cadorna e Armando Diaz; alla fine del conflitto il mecenate triestino Salvatore Segrè lo acquistò. La tenuta recuperò via via il suo splendore, in particolare dopo gli ultimi accurati restauri attuati dalla società “Castello di Spessa”. Le cantine e il bunker, che garantiscono ideali condizioni di temperatura e di umidità, ospitano le barrique per l’invecchiamento dei vini rossi dell’azienda vitivinicola: Conte di Spessa (Merlot, Cabernet franc e Cabernet), Casanova (Pinot nero) e Torriani (Merlot).
Ogni anno a primavera il sedicente cavaliere di Seingalt, che proprio a Spessa stava attendendo al secondo tomo dell’Istoria delle turbolenze della Polonia, viene ricordato con un importante premio letterario.
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