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DA GORIZIA AL SUO "VIGNETO": IL COLLIO
COLLIO_Vigneti
Itinerario storico nelle terre del Collio
DA GORIZIA AL SUO "VIGNETO": IL COLLIO


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Ai goriziani buontemponi non mancavano le occasioni per trascorrere momenti in compagnia all’insegna del buonumore. La sera del primo giorno di Quaresima era consuetudine mangiare l’aringa nelle trattorie di campagna: pretesto per una prima gita consumata tra bicchieri di buon vino e allegria. Un tajut con la merenda de piron – oggi a base di prosciutto crudo o cotto alla brace o in forno in crosta di pane – ieri un gulash o una minestra de pasta e fasòi – è piacevole tradizione che nessuno mai si sognerebbe di eliminare. Le poche osterie rimaste, sostituite oggi da pub o da anonimi locali, ospitano ancora appassionati di scopa, briscola e tressette; veri tornei con le carte si  disputano anche in quelle del circondario. Sono queste le mete preferite per degustare i piatti della tradizione, della festa o quelli preparati in occasione di avvenimenti speciali, feste patronali o stagionali…

Per raggiungere il Collio si impiegano 15-20 minuti.

Cliccare per ingrandire"Ci vorrebbero ore e ore per ammirare le rigogliose viti piantate sui terreni a terrazza e intervallate da ulivi. Quindi la piana di Cormons costellata da paesi, il solitario colle di Medea, l'immensa zona a vigneto lambita dall'Adriatico! scrive J. Sima nel suo volumetto Wanderungen durch das Küstenland.

Il viaggiatore era conquistato dall’amenità del paesaggio e dalla bontà dei vini.

Lo sapeva bene Giacomo Casanova sedotto da un vino bianco eccellente (probabilmente la ribolla gialla) e dalle grazie di una bella e amabile contadina di Spessa, durante il suo soggiorno nella residenza dei Torriani nel 1773. Ma il suo animo sensibile registrò anche i soprusi attuati ai danni dei coloni da parte del conte, la cui rozzezza e brutalità erano proverbiali.

“Tutti i beni del conte consistevano in vigne di vino bianco che davano un vino eccellente e gli rendevano mille zecchini l’anno. Siccome quel pazzo voleva spendere il doppio, si rovinava. Persuaso che tutti i contadini lo derubassero, frugava dappertutto, entrava nelle capanne, e, quando vi trovava qualche grappolo d’uva, distribuiva legnate ai disgraziati che non potevano negare di averlo staccato dal tralcio. Avevano un bel mettersi in ginocchio per chiedergli perdono: nulla li salvava dalle bastonate.”


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Scritto da redazione GIRO il 2007-10-11     Visite: 4248    Versione stampabile   Invia questo articolo ad un amico
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