

PALMANOVA
Fu a Strassoldo, come detto, che venne firmato l’atto di nascita di Palmanova, la cui prima pietra venne posata il 7 ottobre, festa di Santa Giustina, del 1593, proprio al centro della bellissima Piazza Grande, di forma esagonale. Già, perché tutta la pianta della città è un inno alla geometria ed alla matematica. Tutto si basa sul numero tre: tre sono le strade principali, tre le Porte (Marittima cioè dal mare, oggi Aquileia, Cividale ed Udine), esagonale è la piazza, ricavandone un fiocco di neve a nove lati, che si vede meglio dall’alto che dal basso, per poter sfruttare al meglio il fattore sorpresa. Costruita interamente a mano con vanghe, pale ed altri attrezzi, utilizzando anche 80 mila mattoni al mese, cotti in fornaci appositamente costruite, era il baluardo difensivo di Venezia verso est, come Bergamo lo era ad Ovest, in funzione antiaustriaca. Le misure si basavano sulla gettata delle armi del tempo, tant’è che a conclusione dei lavori per il primo giro di fortificazioni, la tecnologia era progredita, rendendo necessari ulteriori lavori di adeguamento, aggiungendo i rivellini per coprire la maggior gittata. Costò una fortuna, ma non servì se non per incutere timore ai possibili attaccanti. Fu Napoleone a costruire la terza cerchia di fortificazioni, le lunette, sfrattando tre villaggi che non hanno ancora ricevuto il rimborso degli espropri… A Palmanova si possono visitare il Museo Civico in Borgo Udine, il Duomo con un bellissimo soffitto in larice dipinto a doppia capriata, il Museo Storico Militare, oppure passeggiare, a piedi o a cavallo, lungo il perimetro delle fortificazioni di oltre 3 km di circonferenza.