Collegati
img_3.jpg Turismo Friuli Venezia Giulia - Rivista Online

Collezione Orpheon: triplicati gli strumenti musicali esposti

Lieta sorpresa per gli appassionati di musica, arte e collezionismo: in concomitanza con l’ormai imminente ponte di Pasqua, la “Mostra di strumenti musicali storici al servizio di una tradizione vivente” allestita lungo il percorso turistico del Castello di Duino (Trieste), attuale dimora dei principi della Torre e Tasso, si…triplicherà.

A poche settimane dall’inaugurazione ufficiale, infatti, il numero degli strumenti musicali storici e degli archi e archetti d’epoca esposti insieme con stampe e quadri antichi legati al tema della musica, tutti provenienti dalla Fondazione Orpheon e appartenenti alla prestigiosa collezione del professor José Vázquez dell’Università di Musica di Vienna, è passato dai poco più dei 50 iniziali,  agli attuali oltre 150. Di fatto,  ora quella in corso al Castello di Duino è la più grande esposizione di strumenti musicali storici restaurati e perfettamente funzionanti mai realizzata in Italia.

L’estensione della rassegna – arricchita dalla proiezione di filmati didattici informativi particolarmente interessanti per le scuole – è stata resa possibile soprattutto  grazie al rientro a Vienna di numerosi strumenti che fino a poche settimane fa erano in parte ancora in restauro e in parte  erano stati dati in prestito  sia ad alcuni importanti musei europei sia a  musicisti di fama internazionale  o ad allievi di prestigiosi conservatori per una serie di concerti.

La mostra – che rimarrà aperta al pubblico almeno fino alla fine di ottobre – è  organizzata dal  Comune di Duino-Aurisina in  collaborazione con il Castello di Duino e grazie al contributo della Fondazione CRTrieste.  Come si è già accennato, essa è  inserita senza aumento di prezzo lungo il normale percorso turistico che comprende oltre alla visita dei magnifici saloni del Castello finemente arredati con mobili d’epoca e ricchi di straordinari richiami storici e preziose raccolte di capolavori artistici anche un’escursione nel  parco e  la visita al bunker costruito durante la seconda guerra mondiale nella roccia, a 18 metri di profondità e  trasformato  in un suggestivo mini-museo con cimeli d’epoca . In più, per la prima volta quest’anno, i turisti hanno anche l’opportunità di raggiungere e visitare  i ruderi del Castello Vecchio, risalenti al primo secolo dell’Anno Mille.

VEDI EVENTO-MOSTRA AL CASTELLO DI DUINO

“Con la mostra di strumenti musicali antichi che ora vede addirittura triplicare il  numero  dei pezzi esposti”, spiega la principessa Veronique della Torre e Tasso, “Vogliamo contribuire con maggiore impegno alla realizzazione del Progetto della Fondazione Orpheon che mira a  tutelare il passato per permettere alla storia di brillare come testimonianza inestimabile anche nel futuro. Siamo davvero orgogliosi di ospitare ora nella sua quasi completezza  una collezione unica al mondo eletta a vera e propria “eredità culturale vivente” dai più illustri direttori e curatori di musei musicali del pianeta,  dal Metropolitan Museum di New York, al Smithsonian Institute di Washington, al David Hill di Londra”.

Attualmente al Castello di Duino si possono ammirare nella loro museale fierezza e nella loro spettacolare musicalità un centinaio di strumenti, fra  violini, violoncelli, viole, viole d’amore e viole da gamba, costruiti tra il 1560 e il 1780 da liutai italiani, austriaci, tedeschi e inglesi passati alla storia  come Amati, Grancino, Testore, Maggini, Gasparo da Salò, Jakob Stainer,  Ventura Linarolo,  Joachim Tielke , William Turner,   Edward Smith ed Henry Jaye. Sono esposti anche strumenti realizzati da liutai viennesi delle grandi dinastie dei Leidolff, Thir, Posch, Dallinger e  Stadlmann con i quali furono eseguite suonate per quartetti d’archi all’epoca di grandi maestri del periodo classico come Mozart, Haydn e Beethoven.

“I  liutai di una volta” spiega il professor José Vazquez “ hanno  investito tutte le  loro  competenze, manualità,   creatività  e amore per costruire oggetti  di rara bellezza ma, soprattutto, capaci di produrre un suono incomparabilmente armonioso. .Tuttavia nessuno di loro avrebbe mai potuto immaginare che un loro strumento, uscito dalla loro bottega,  avrebbe intrapreso un viaggio meraviglioso che sarebbe durato diverse centinaia di anni . Né avrebbe mai potuto sognare  che un violinista del 21 ° secolo sarebbe stato ancora in grado di ricavare da un così piccolo  e così fragile strumento di legno un suono elegante ed eloquente: una  autentica voce dell’immortalità”.

Fonte: Gianfranco Lenzi

Articoli Correlati

Commenti chiusi

Newsletter Giro


© Giro - P.IVA 01086470323 - Sede legale e operativa: Via Galilei 55 Terzo di Aquileia 33050 (UD) - Tel. 0431.35708
girofvg.com è una testata giornalistica registrata l' 11.02.2008, al n. 1168 nel Registro Giornali e Periodici del Tribunale di Trieste - Iscrizione ROC n. 18304
Web Design by Davide Tommasin - Hosting Sito NERD

Proudly using Dynamic Headers by Nicasio WordPress Design Collegati